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Il dolcetto
Il Dolcetto di Dogliani da lungo tempo diletta le tavole dei semplici mortali, apprezzato anche dai più illustri tra loro. Nel 1369 i Marchesi di Saluzzo concessero ai cittadini di Dogliani la libertà di disporre dei propri beni e l'esenzione dalle tasse e dagli obblighi militari, purché pagassero un'imposta "in vino".
Il Dolcetto di Dogliani viene espressamente nominato per la prima volta nel 1593 in una delibera intitolata "Ordini per le vindimie" , e questo conferma ufficialmente che si producevano a Dogliani uve di Dolcetto. Ai vignaioli della Langa Doglianese basta limitare la storia del loro vino a questi ultimi cinque secoli, anche se storici e ricercatori riescono a risalire, in alcune zone, fino alle soglie dell'anno Mille.
Dolcetto di Dogliani
all'atto della immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

colore: rosso rubino tendente al violaceo
odore: vinoso, gradevole, caratteristico
sapore: di moderata acidità, asciutto, amarognolo, delicato, gradevole, di discreto corpo, armonico
gradazione armonica complessiva minima: 11,50
acidità totale minima: 5 per mille
estratto secco netto minimo: 22 per mille

 

VITIGNO
Germoglio ad acine espanso, verde con sfumature vinose, mediamente tomentoso, con foglioline apicali rosso-vinose, cotonose nella pagina inferiore.

Foglia medio-piccola, un po' più larga che lunga, triquinquelobata, pagina inferiore con leggero tomento, venature rosse alla base della nervatura.

Grappolo medio-grande, piramidale, alato, mediamente compatto e semispargolo, spesso acinellato, acino medio, rotondo, a stacco molto facile, buccia pruinosa, di colore bluastro, sottile, polpa succosa di sapore semplice, dolce.
   
Per informazioni telefonare al 0173 71086 o scrivere a info@larenzania.it

 

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